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Nuotare al chiaro di Luna: Luke Jerram a Milano

13 giovedì 2019 visualizzazioni:

La Luna di Luke Jerram dopo aver fatto il giro del mondo, dal 15 al 23 Giugno sarà a Milano nella piscina Cozzi.

Il progetto itinerante Museum of the Moon è così spiegato dall’artista:
Nel corso della storia la luna ha ispirato artisti, poeti, scienziati, scrittori e musicisti di tutto il mondo. Diverse culture affondano le proprie radici nei rapporti storici, scientifici e religiosi con la luna…,il Museum of the Moon ci permette di osservare e contemplare somiglianze e differenze in tutto il mondo. A seconda di dove l’opera è presentata – cattedrali, depositi, luoghi pubblici, musei di arte o di scienze naturali – il suo significato e la sua interpretazione mutano di senso”

Un’occasione unica che questa volta, unirà il mondo dell’arte a quello dello sport rendendo possibile agli spettatori di vivere un indimenticabile esperienza.

di Sofia D’Altrui

13/06/2019

Anna Frank: il compleanno della memoria

12 mercoledì 2019 visualizzazioni:

“Spero che ti potrò confidare tutto, come non ho mai potuto fare con nessuno e spero che sarai per me un gran sostegno”

Anna Frank 12 Giugno 1942

Inizia cosi il Diario di Anna Frank, ricevuto in regalo per il suo tredicesimo compleanno dove la ragazza si racconta scrivendo le sue giornate all’ amica immaginaria Kitty.

Domenica, 14 giugno 1942

Venerdì 12 giugno ero già sveglia alle sei: si capisce, era il mio compleanno! Ma alle sei non mi era consentito d’alzarmi, e così dovetti frenare la mia curiosità fino alle sei e tre quarti. Allora non potei più tenermi e andai in camera da pranzo, dove Moortje, il gatto, mi diede il benvenuto strusciandomi addosso la testolina.
Subito dopo le sette andai da papà e mamma e poi nel salotto per spacchettare i miei regalucci. Il primo che mi apparve fosti tu, forse uno dei più belli fra i miei doni. Poi un mazzo di rose, una piantina, due rami di peonie: ecco i figli di Flora che stavano sulla mia tavola quella mattina; altri ancora ne giunsero durante il giorno.
Da papà e mamma ebbi ina quantità di cose, e anche i nostri numerosi conoscenti mi hanno veramente viziata. Fra l’altro ricevetti un gioco di società, molte ghiottonerie, cioccolata, un “puzzle”, una spilla, la “Camera Obscura” di Hildebrand, le Leggende Olandesi” di Joseph Cohen, le “Vacanze di Montagna di Daisy”, un libro straordinario, e un po’ di denaro, così che mi potrò comperare i “Miti di Grecia e di Roma”. Che bellezza!
Poi Lies venne a prendermi e andammo a scuola. Nell’intervallo offrii dei biscottini ai professori e ai compagni e poi ci rimettemmo al lavoro.
Ora devo smettere di scrivere. Diario mio, ti trovo tanto bello!

Oggi Anna avrebbe compiuto 90 anni ed il mondo intero ricorda la piccola donna che sognava di diventare una scrittrice.



di Sofia D’Altrui

12/06/2019

Dieta “Yeast Free”

11 martedì 2019 visualizzazioni:

SALUTE A TAVOLA, ITALIANI ATTRATTI DAI PRODOTTI “YEAST FREE”: validi alleati per perdere peso e sentirsi più in armonia con il proprio corpo

Percepiti come più buoni (33,7%), leggeri (27,6%) e salutari (24%), i prodotti senza lievito sono sempre più apprezzati e richiesti in tutto lo Stivale. Da una recente indagine è emerso infatti che l’87,2% degli italiani è disposto a comperare prodotti “yeast free” nonostante non abbiano intolleranze o allergie riconducibili ai lieviti. Secondo gli esperti di nutrizione evitare il consumo eccessivo di prodotti lievitati può aiutare nel prevenire fastidiosi disturbi per la salute come sindrome dell’intestino irritabile e disbiosi. 

Gonfioreproblemi intestinali, senso di pesantezzaaumento dell’appetito. Sono questi alcuni dei sintomi che secondo gli esperti del settore alimentare possono segnalare un eccesso di lieviti nella propria dieta. Un regime alimentare in grado di ridurne la quantità infatti aiuta non solo chi soffre di determinate intolleranzeallergie, ma può fornire numerosi benefici in termini di salute per tutti. È proprio per questo motivo che sempre più italiani guardano con curiosità ai cosiddetti cibiyeast free”, ovvero senza lievito.

Più buoni, più leggeri e più salutari; motivazioni sostenute anche dal parere degli esperti nel campo dell’alimentazione, secondo cui evitare il consumo eccessivo di lievito può scongiurare l’insorgere di problemi di salute come sindrome dell’intestino irritabiledisbiosiasteniadiarreameteorismomal di testa.

“È largamente diffusa l’idea che una dieta con meno lieviti possa alleviare i disturbi della digestione anche in chi non soffre di intolleranze o allergie, infatti oggi stiamo vivendo un periodo di crescente richiesta di questo genere di prodotto come i Minicracker Panfarro e Pansegale senza lievito – spiega Federica Bigiogera, Marketing Manager di Vitavigor. I lieviti, oltre a essere presenti nel vino, nella birra e in alcuni formaggi che richiedono un processo di fermentazione, sono appunto presenti nei prodotti da forno. Settore in cui la richiesta di questi prodotto yeast free è sempre più preponderante e spinge le aziende a proporre sempre più referenze sulla scia di questo trend di consumo. I prodotti csenza lievito stanno riscuotendo un notevole successo in quanto non hanno nessuna alterazione della ricetta o nessun additivo che ne aiuti la lievitazione, per questo non risultano punitivi, ma gustosi, con un giusto compromesso fra bontà e leggerezza”.

Anche secondo gli esperti di nutrizione il lievito può essere la causa dell’insorgenza di alcuni fastidiosi problemi di salute: “Il consumo di alimenti contenenti lievito come pane, prodotti da forno e pizza, possono essere responsabili dell’insorgenza di sintomi quali astenia, diarrea, gonfiore addominale, meteorismo, mal di testa– sottolinea la dott.ssa Valentina Schirò, biologa nutrizionista specializzata in scienza dell’alimentazione – Questi sintomi fortunatamente sono transitori: nel caso infatti di accertata intolleranza ai lieviti, sarà necessario l’eliminazione dei prodotti che lo contengono così come quelli sottoposti a lievitazione non naturale. Sarà invece opportuno prediligere cibi come cereali e derivati, carni e pesce, frutta e verdura”.

Ma non è tutto, Il dott. Luca Piretta, gastroenterologo e nutrizionista presso l’Università Campus Biomedico di Roma, aggiunge che “Il successo dei prodotti non lievitati nasce dal fatto che ridurre prodotti come pane, pizza e dolci da forno spesso aiuta a ridurre i processi fermentativi intestinali in particolare nei soggetti che soffrono di sindrome dell’intestino irritabile o di disbiosi, patologie molto frequenti. Siccome il fabbisogno di carboidrati complessi è prioritario per una sana alimentazione, i consumi si sono spostati sui derivati dei cereali non lievitati. A questo punto però diventa fondamentale la ricerca del prodotto composto da meno ingredienti aggiunti o da additivi, fermo che restando che la possibilità di disturbi gastrointestinali può comparire comunque soprattutto con un consumo eccessivo“.

Inutile sottoporsi a diete restrittive, quando a volte basta eliminare una sola componente dai cibi che nella stessa forma possiamo trovare con ingredienti diversi.

di Sofia D’Altrui

11/06/2019

Giornata Mondiale contro il lavoro minorile

10 lunedì 2019 visualizzazioni:

Giornata mondiale contro il lavoro minorile: Save the Children, nel mondo 152 milioni di minori, 1 su 10, vittime di sfruttamento lavorativo, di cui quasi la metà impiegati in lavori duri e pericolosi.

Una piaga che riguarda anche l’Italia, dove solo negli ultimi 2 anni si sono registrati quasi 500 casi di occupazione irregolare di bambini e adolescenti.

Se vivessero tutti in unico Paese, costituirebbero il nono Stato più popoloso al mondo, più del doppio dell’Italia, più grande anche della Russia: sono i 152 milioni di minori tra i 5 e i 17 anni, 1 su 10 al mondo, vittime di sfruttamento lavorativo, di cui quasi la metà – 73 milioni – costretti a svolgere lavori duri e pericolosi, che ne mettono a grave rischio la salute e la sicurezza, con gravi ripercussioni anche dal punto di vista psicologico.

Sessantaquattro milioni di bambine e ottantotto milioni di bambini, sottolinea Save the Children alla vigilia della Giornata mondiale contro il lavoro minorile, che si vedono sottrarre l’infanzia alla quale hanno diritto, allontanati dalla scuola e dallo studio, privati della protezione di cui hanno bisogno e dell’opportunità di costruirsi il futuro che sognano. In più di 7 su 10 vengono impiegati in agricoltura, mentre il restante 29% lavora nel settore dei servizi (17%) o nell’industriaminiere comprese (12%).

Una piaga che secondo Save the Children – l’Organizzazione internazionale che da 100 lotta per salvare i bambini a rischio e garantire loro un futuro –  non risparmia neppure il nostro Paese dove, solo negli ultimi due anni, sono stati accertati più di 480 casi di illeciti riguardanti l’occupazione irregolare di bambini e adolescenti, sia italiani che stranieri, di cui più di 210 nei servizi di alloggio e ristorazione, 70 nel commercio all’ingrosso o al dettaglio, più di 60 in attività manifatturiere e oltre 40 in agricoltura. Un numero, tuttavia, senza dubbio sottostimato a causa della mancanza, nel nostro Paese, di una rilevazione sistematica in grado di definire i contorni del fenomeno. Basti pensare che secondo l’ultima indagine sul lavoro minorile in Italia, diffusa da Save the Children e Associazione Bruno Trentin nel 2013, i minori tra i 7 e i 15 anni coinvolti nel fenomeno erano stimati in 260.000, più di 1 su 20 tra i bambini e gli adolescenti della loro età.

“Ancora troppi bambini, nel mondo, anziché andare a scuola e vivere a pieno la loro infanzia, oggi sono costretti a lavorare in condizioni difficilissime, sottoposti a sforzi fisici inappropriati per la loro età, a orari massacranti anche di 12-14 ore al giorno e a gravissimi rischi per la loro salute, sia fisica che mentale. In tanti Paesi al mondo Save the Children lavora ogni giorno per proteggere i minori da tutto questo, collaborando con le istituzioni, gli attori locali e le comunità perché ad ogni bambino venga garantita l’opportunità di studiare e crescere in modo sano e per offrire il supporto necessario anche alle famiglie”, ha dichiarato Valerio Neri, Direttore Generale di Save the Children.

“Anche in Italia c’è ancora molto da fare per mettere fine allo sfruttamento lavorativo di cui sono vittime bambini e adolescenti, a partire dalla necessità di istituire una raccolta dati, sistematica e puntuale, che permetta di avere un quadro preciso del fenomeno. È inoltre fondamentale e urgente che le istituzioni rafforzino l’impegno per contrastare la povertà minorile e la dispersione scolastica, fenomeni entrambi strettamente collegati al lavoro minorile, e da questo punto di vista il livello di dispersione scolastica che dopo molti anni è ritornato a crescere non può che rappresentare un preoccupante campanello d’allarme”, ha proseguito Valerio Neri.

Del totale dei minori vittime di sfruttamento lavorativo oggi presenti al mondo – sottolinea Save the Children – 79 milioni hanno tra i 12 e i 17 anni di età, mentre 73 milioni sono molto piccoli, tra i 5 e gli 11 anni, e quindi ancor più vulnerabili ed esposti al rischio di conseguenze sul loro sviluppo psico-fisico. Quasi la metà del totale (72 milioni) si trova in Africa, con Mali, Nigeria, Guinea Bissau e Ciad che fanno registrare le percentuali più alte di bambini tra i 5 e i 17 anni coinvolti nel lavoro minorile. In questi Paesi, infatti, lavora più di 1 bambino su 2; quasi 1 su 3 (29%) se si considera l’area dell’Africa subsahariana dove, rispetto al passato, la lotta al lavoro minorile non soltanto non ha fatto registrare alcun miglioramento ma, al contrario, ha visto un incremento del fenomeno.

Complessivamente negli ultimi vent’anni sono stati tuttavia compiuti significativi passi avanti per contrastare il fenomeno, come evidenziato da Save the Children sul recente “Rapporto sulla condizione dei bambini nel mondo” . Nel 2000, infatti, il lavoro minorile coinvolgeva 246 milioni di bambine e bambini, 94 milioni in più rispetto alla situazione attuale.

Nonostante i progressi significativi, il mondo è ancora lontano dal raggiungere l’obiettivo di sradicare ogni forma di lavoro minorile entro il 2025, come previsto negli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite, e in base al trend attuale, in quella data, vi saranno ancora 121 milioni di minori vittime di sfruttamento lavorativo.

di Sofia D’Altrui

10/06/2019

“Dentro quella mordente nostalgia”: nel decennale di Alda Merini, in mostra i ritratti della poetessa

07 venerdì 2019 visualizzazioni:

A Milano, Alda Merini c’era. Girava per il suo quartiere con la sigaretta in bocca, immersa nel suo mondo di poesia. Così la ricordano i tanti che hanno avuto modo di frequentarla, a casa sua, sui Navigli, o in alcune delle sue tappe cittadine, da un editore o a un reading di poesie.

Un posto dove la si incontrava spesso, per esempio, era negli uffici di Vanni Scheiwiller, seduta nell’anticamera a commentare la vita che passava da qualche stanza. E a scrivere poesie, tante poesie, di quelle che proprio Scheiwiller le aveva pubblicato per primo, negli anni ’50,prima del manicomio. Oppure la si trovava con Alberto Casiraghi, il mitico Pulcino di Osnago, che con lei aveva fatto libretti a centinaia, tutti allegri, come solo lui sa fare. La sua amicizia con Scheiwiller (che è stato anche il suo primo editore) e Casiraghi fa sì che è come se l’avesse conosciuta da vicino anche lui. E così, quando Simone Bandirali, gli ha proposto di omaggiarla nei dieci anni dalla morte, non ha avuto il minimo dubbio. Tanto più che l’idea era davvero particolare: portare a Milano una ventina di ritratti di Luciano Perolini, sconosciuto pittore cremasco che nel tempo l’ha ritratta tante volta senza conoscerla. Una dedizione così particolare da meritare sicuramente una mostra in autonomia.

E quindi eccoci qua, a celebrare la poetessa più nota del nostro Novecento riguardando le sue fattezze riprese con una precisione che mette persino i brividi dove gli sfondi monocromaticifanno da ideale controcampo a una poesia che non ha mai smesso di accompagnarci. Ma poi la vita di una donna di lettere si celebra a parole. E quindi, a coronamento della mostra,ecco due iniziative di parola: a la Kasa dei Libri in largo de benedetti 4 a Milano, il 14 giugno alle 13 con Alberto Casiraghi-editore di Pulcinoelefante e“responsabile” dell’incontro tra la poetessa e Simone Bandirali. Alberto Casiraghi racconterà al pubblico la componente più umana e personale della poetessa; la loro amicizia non si esauriva davanti alla macchina tipografica anzi, entrambi erano più a loro agio davanti a un bel risotto fumante per chiacchierare in libertà. Il 19 giugno invece Irene Grazioli leggerà una selezione di poesie. Chissà che ascoltando le sue parole e guardando i quadri esposti, il pubblico non riesca ad attenuare un po’ di quella mordente nostalgia che accompagna chi l’ha conosciuta da quando se n’è andata.

di Sofia D’Altrui

7/06/2019

#SerieTv: le nuove attese stagioni

06 giovedì 2019 visualizzazioni:

L’attesa sta per finire. Giugno e Luglio i mesi del ritorno delle serie tv più seguite degli ultimi anni.

Da Black Mirror a La casa di carta, senza dimenticarsi di Stranger things Netflix porta sui nostri schermi le nuove puntate delle serie che più ci hanno appassionato e tenuto con il fiato sospeso.

La quinta stagione di Black Mirror è già uscita con i suoi tre nuovi episodi ed il tema è sempre lo stesso, ovvero come la tecnologia influenzi la nostra vita e ci stia rendendo sempre meno umani.

https://www.youtube.com/watch?v=yLakFCC44io

Tra meno di un mese, il 4 luglio, il giorno della festa dell’indipendenza sarà online la terza stagione di Stranger things, dove i protagonisti ormai adolescenti e sempre più amici si riuniranno ancora una volta per combattere le forze del male.

https://www.youtube.com/watch?v=L_HpBUbQU04

Last but not least, il 19 luglio l’attesissima terza stagione de La casa di carta, serie tv spagnola che ha spopolato in tutto il mondo con il suo cast e la sua originale sceneggiatura. Rivedremo finalmente i protagonisti dopo la fuga dalla zecca di stato.

di Sofia D’Altrui

6/06/2019